71  Dio è con noi

Briciole

Il Signore, nella Sacra Scrittura (Apocalisse di S.Giovanni, 3,20), ci dice:

“Ecco io sto alla porta e busso; e se uno ascolta la mia voce e mi apre, io entrerò e cenerò con lui e lui con me”.

Com’è pensabile che un Dio infinito, che vive nella sua eterna pienezza di ogni bene e regna su tutto il creato, venga a bussare alla mia porta, cioè alla porta dell’ultima, la più infima delle sue creature, quasi avesse bisogno di me? Che potrei dargli io, nella mia nullità? Eppure, ha detto proprio così: “Io sto alla porta e busso”. E se ha detto così, così è! E non viene a farmi del male: Lui è l’antitesi del male; anzi, viene a farsi mio ospite e cenerà con me. Sarebbe incredibile, se non l’avesse detto Lui. Ma perché lo fa? Io non L’ho invitato, perché non posso ardire tanto, non posso nemmeno pensare di invitarLo, ben conscio della mia iniquità. Eppure Lui bussa anche alla mia porta. Dunque, nonostante tutto, Lui mi vuol bene: come un carissimo amico, vuole cenare con me, farmi compagnia, mettersi al mio livello, ascoltare il mio balbettìo e gioire con me. Non solo, ma invertendo le parti, Lui mi farà suo ospite e sarò io a cenare con Lui… Oh, quis tèmperet a lacrimis?

15 novembre 2001