112  Kamikaze

Pensieri

È necessaria una breve premessa. L’individualità della persona non è una cosa fungibile, nel senso che ogni individuo è diverso da tutti gli altri e non può essere sostituito da nessun altro. Qualunque sostituzione anche temporanea, in qualsivoglia circostanza, implica l’annullamento, la messa fuori campo, a tutti gli effetti, della persona sostituita.

Occorre inoltre premettere (ma questo è assiomatico e potrebbe anche essere sottaciuto) che la personalità dell’individuo è costituita dall’intima, inscindibile fusione del proprio corpo e della propria psiche. Questo argomento è stato sviscerato in ogni sua implicazione dagli studiosi di tutti i tempi, ed il concetto da me qui espresso sintetizza la questione.

Ciò premesso, vorrei fare alcune considerazioni in merito alla sciagurata utilizzazione, da parte delle organizzazioni terroristiche islamiche, dei volontari suicidi imbottiti di tritolo e dei conducenti delle auto-bomba. Questi poveri disgraziati sicuramente sono dei fanatici, psichicamente fragili, che vengono facilmente indotti all’insano gesto con insistenti lavaggi del cervello. Non conosco gli argomenti politici e religiosi coi quali vengono indottrinati, ma ho letto da qualche parte che gli aspiranti suicidi si lasciano facilmente convincere ad immolarsi, in vista del premio riservato dalla loro religione agli eroi, e cioè l’avere a disposizione, nell’aldilà, ben 72 urì , ossia 72 ragazze vergini. Questo premio è subito a disposizione dell’eroe, appena caduto. Ho letto inoltre che gli aspiranti eroi sono talmente sicuri di ciò, che poco prima di andare a farsi fare a pezzetti dal tritolo, si lavano accuratamente tutto il corpo e se lo profumano, per potersi presentare al meglio alle divine ragazze.

E qui sorge spontanea la domanda: con quale corpo riemergono nell’aldilà?

Vista la cura con cui si sono preparati, c’è da immaginare che loro siano convinti che, per intervento divino, si ritroveranno nell’aldilà col proprio corpo, nonostante abbiano visto coi loro occhi, tante volte, l’orribile frammentazione e dispersione dei corpi di quelli che li hanno preceduti in analoghi attentati e che sono stati il più presto possibile sotterrati. Dunque, considerando che dalla tomba nessun corpo è mai riuscito ad evadere, né mai vi riuscirà, i casi sono due: o la credenza di cui sopra è falsa, o il corpo (anzi, la persona) che nell’aldilà si darà da fare con le urì è un sostituto del martire. In tutti i casi, i Kamikaze sono vittime di una solenne turlupinatura.

Altra importantissima considerazione: la divinità, secondo la concezione delle varie religioni, è la Verità assoluta, che quindi non ammette in sé alcuna doppiezza o fraintendimento. Dunque è terribilmente blasfemo chi usa il nome di Dio per avvalorare o giustificare comportamenti ed azioni criminali imputabili solamente all’uomo.

Infine, sarei curioso di sapere con quali argomenti i teorici del terrorismo sono riusciti, da un po’ di tempo a questa parte, a coinvolgere nella sanguinaria pratica degli attentati, anche giovani e giovanissime ragazze.

26 settembre 2004